Breve storia di un successo

Breve storia di un successo

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Mondaino tra turismo, gastronomia e cultura

Da qualche anno, il castello malatestiano di Mondaino (in provincia di Rimini, nella Valconca) si è imposto all’attenzione di turisti, studiosi ed esperti di gastronomia grazie all’attività svolta dal “MULINO DELLE FOSSE DELLA PORTA DI SOTTO”, gestito dalla famiglia Chiaretti, e dal CENTRO STUDI DANTESCHI S.GREGORIO IN CONCA: come si sa, l’Alighieri scacciato da Firenze per motivi politici trovò una nuova patria in Romagna.

Dunque, giunti sulla dolce collina in cui sorge il paese, si nota un via-vai di bus e di visitatori veramente inaspettato: le voci di italiani, russi, polacchi, belgi, austriaci, francesi, olandesi, tedeschi, americani, australiani e perfino  cinesi si incrociano gioiose per aver visitato un interessante castello svettante fra Marche e Romagna ed aver gustato (ed acquistato) i suoi prodotti tipici: formaggio di fossa, tartufo bianco e nero, salame di mora romagnola, miele, sangiovese e Visner: un  vino dolce a base d ciliegie visciole ! L’accoglienza che si riceve a Mondaino (reso celebre anche dal Palio del daino, una straordinaria rievocazione storica in costumi medioevali che ricorda gli incontri-scontri fra Malatesta e Montefeltro) è divenuta proverbiale e dunque ci piace riassumere qui la visita-tipo di un turista:

 Tappa n. 1 – Porta Marina – Saluto di Benvenuto e vestizione di Madonna Beatrice la donna ideale amata da Dante: “Madonne et Messeri benvenuti ne lo Castello di Mondaino”.

Tappa n. 2 – Piazza Maggiore (La Padella)

Piazza Maggiore, la piazza principale di Mondaino, è meglio conosciuta come Padella, così chiamata per la sua elegante forma circolare con via Roma che le fa da manico. La piazza è abbellita da un elegante loggiato ad archi a tutto sesto, costruito nel XIX sec. dal mondainese Francesco Cosci (autore anche di una parte del Palazzo degli Zar a S. Pietroburgo) impreziosito da due meridiane in pietra che segnano l’ora dall’alba al tramonto. Sotto il loggiato si svolgeva il mercato del sale minerale, di cui Mondaino era (ed è) ricco grazie ad alcuni giacimenti miocenici che ammireremo dal muraglione, al termine della nostra passeggiata.

Alle spalle del loggiato si erge la Rocca Malatestiana dalla mole possente e gli intriganti merli ghibellini, celebre per le battaglie e gli assedi subiti fra Medioevo e Rinascimento.

Tappa n. 3 – il Laboratorio d Mosaico.

Oggi Mondaino rifiorisce grazie alla qualità dei suoi prodotti enogastronomici, ma anche all’attività artigiana come quella del Laboratorio di mosaico dove, utilizzando antiche tecniche di lavorazione romane, vengono create piccole e grandi opere d’arte richieste in tutto il mondo (breve spiegazione del mosaicista sulle tecniche di lavorazione del Marmo di Carrara e degli smalti di Murano-Venezia).

Tappa n. 4 – la gabbia

La gabbia (o berlina) è uno dei simboli del Palio del Daino e ci riporta alla vita quotidiana dei secoli passati. Qui i condannati venivano messi “alla berlina”, cioè condannati a scontare la loro pena subendo le ingiurie verbali (e non solo) dei passanti. Era un modo efficace, ottimo deterrente, per mantenere l’ordine nel borgo. Durante le quattro giornate del Palio del Daino le gabbie vengono riaperte e riempite di “malfattori”.

Tappa n. 5 – Chiesa di S. Michele Arcangelo (solo esterno) e confine

La settecentesca Chiesa di S. Michele Arcangelo racchiude importanti opere d’arte più del XV/XVI secolo. La sua posizione è proprio sul confine tra la Mondaino della Porta di sopra (Porta Marina ) e la Mondaino della Porta di Sotto (dove tra poco giungeremo), tra il paese borghese e ricco e il paese povero e malfamato.

Tappa n. 6: La Porta di Sotto:

Qui tutto è diverso dal resto dell’abitato: si scende verso una zona più calda dovuta alla perfetta esposizione a Mezzogiorno ed al fatto che la fresca aria di mare non vi arriva. L’abitato è costituito da piccole case e da un ampio Convento di Clarisse francescane. Le tradizioni gastronomiche sono influenzate dalle vicine Marche (Urbino, città ideale del Rinascimento e patria di Raffaello Sanzio è proprio in faccia a noi).

 Tappa n. 7 – Il Mulino della Porta di Sotto

L’edificio che chiude via Roma è l’antico frantoio-mulino fatto costruire nel XVI secolo dalla Compagnia dei Gesuiti. Dopo uno sguardo sulla vallata del Rio Salso per ammirare i celebri Torricini di Urbino e la Gola del Passo del Furlo che conduce a Roma, si entra nel mulino formando un corteo accompagnati da musiche festanti.

Prima che venisse edificato il mulino, qui vi era la piazza esterna del borgo dove i Mondainesi del XIV secolo avevano scavato tre grandi pozzi (chiamati fosse) per nascondere e preservare formaggi durante i numerosi assedi subiti dal castello; ogni volta si ricreava sopra la fossa il selciato sperando che i saccheggiatori non trovassero quel prelibato tesoro. Probabilmente così, quasi per caso, nacque uno dei più rinomati prodotti della Romagna: il Formaggio di Fossa appunto. Verosimilmente, andando a recuperare le forme di cacio, ci si accorse che avevano subìto una vera e propria trasformazione, ben diversa dalla semplice stagionatura, che conferiva loro un sapore unico. Ancora oggi, all’interno dell’antico Mulino, viene svolta, una sola volta all’anno, questa antica lavorazione.

Qui viene offerto ai singoli visitatori ed ai gruppi un vero e proprio EDUCATIONAL GASTRONOMICO GUIDATO attraverso cui apprendere l’arte della degustazione di formaggio (di fossa-di grotta-nel grano), miele, vino, olio extravergine di oliva, pane fatto in casa ecc.  Nel Mulino, oltre ad un Centro di Educazione Alimentare, ha sede anche il Centro di Studi Danteschi S. Gregorio in Conca, pertanto, dopo la degustazione, si può partecipare al GIOCO DELLA ZARA, un suggestivo riferimento a Dante Alighieri, al quale si partecipa gratuitamente lanciando tre dadi e con la possibilità di vincere libri, gadgets o prodotti tipici. Nel Mulino ha sede anche l’Accademia Internazionale del Bacio, che si ispira a quello celebre fra Paolo de’ Malatesti e Francesca da Polenta (Francesca da Rimini) illustrato dall’Alighieri nel V canto dell’Inferno, mirando a far conoscere l’importanza culturale e sentimentale del bacio, oggi scaduto a mero erotismo rispetto alla grande stagione dello Stil Novo medioevale.

Tappa n. 8: attraverso quella che fu la Porta Montanara, si raggiunge il Bus (che ha raggiunto il Mulino, dunque i visitatori non debbono rifare il percorso all’indietro), mentre Dante e Beatrice ripetono il saluto: “Madonne et Messeri, arrivederci ne lo Castello di Mondaino !”

Angelo Chiaretti

Presidente del Centro Studi Danteschi S.Gregorio in Conca

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