Bologna è là, sopra di noi

Bologna è là, sopra di noi

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L’Emilia l’abbiamo alle spalle. Bologna pure. Anche se il capoluogo più che emiliano sembra proprio romagnolo, tanto c’è vicino e somigliante. Tuttavia di quella città abbiamo avuto sempre un po’ soggezione: comandavano loro, sapevano tutto loro (avevano sì o no le grandi università?). Sapienti, gaudenti, potenti, ecco che cos’erano i bolognesi ai nostri occhi. Acqua passata? Chi può dirlo. Cos’è Bologna oggi è un mistero, e neppure la Romagna è facile da interpretare. Di una cosa siamo sicuri: l’Emilia e la Romagna, a partire proprio dalla capitale Bologna, non sono mai state terre di filosofi o all’avanguardia nella teoria.

Si tratta di gente pratica, più disposta a un robusto pragmatismo, una terra che brilla soprattutto per i suoi medici, per i suoi costruttori di motori o inventori… I personaggi di spicco, i contemporanei di successo, militano in un’area che somma assieme l’aspetto colto e popolare della regione. E lì Bologna è in testa. Taumaturghi e scienziati di fama come Augusto Murri (1841 -1932), che nel 1875 fu chiamato alla cattedra di clinica medica a Bologna (dove fu anche rettore, prima di diventare deputato nel 1891), hanno consentito alla città di divenire una capitale mondiale della medicina ospedaliera. Mentre ingegneri ed industriali come Ferruccio Lamborghini (1916 – 1993), con la passione per i motori e per le macchine, qui hanno studiato ingegneria meccanica, e qui hanno fondato case automobilistiche. La sua è la famosa ed omonima Lamborghini. Negli anni Quaranta, la crescente domanda di trattori del mercato italiano, unita all’esperienza acquisita nelle riparazioni, spingono Ferruccio ad intraprendere la carriera di imprenditore nella produzione di trattori. Compra veicoli militari avanzati dalla guerra e li trasforma in macchine agricole. E nel 1948, nasce la Lamborghini Trattori. Poi, la leggenda racconta che l’idea di produrre macchine sportive gli venne dopo una discussione con Enzo Ferrari, quando ebbero delle noie sul cambio della nuova Ferrari, e sembra che la risposta di Enzo Ferrari fu semplicemente: “Tu continua a costruire trattori e a me lascia costruire le mie macchine sportive.” Così nel 1963 nasce la Automobili Ferruccio Lamborghini, e venne fondata la fabbrica a Sant’Agata Bolognese, che negli anni a seguire sfornò alcune fra le macchine piu belle e potenti della storia.

Ma l’inventore numero uno, lo scienziato conosciuto in tutto il mondo si chiama Guglielmo Marconi (1874 – 1937), che fin dal 1893 si adoperò per impiegare le onde elettriche nella telegrafia senza fili e nel 1896 ottenne il brevetto in Inghilterra. Nel 1898 inventò il sistema sintonico col quale risolse il problema dell’interferenza tra più stazioni emittenti, scoperta che lo consacrò al successo in campo internazionale. Ed è proprio sulle colline bolognesi di Pontecchio che farà gli esperimenti decisivi per la scoperta della radio. A lui sarà assegnato il Premio Nobel per la fisica nel 1909.

Anche l’arte, da quella più “leggera” a quella più impegnativa, qui si muove sugli stessi binari “del colto e del popolare”. Il musicista contemporaneo di maggior talento Lucio Dalla, nasce a Bologna il 4 marzo 1943, ed inizia come clarinettista; mentre il suo debutto nella canzone avviene nel 1964, e può considerarsi il primo cantante soul italiano: impegnato su due fronti, quello della sperimentazione e quello delle prime composizioni musicali che si avvalgono di testi d’autore. Nelle sue canzoni, a più riprese, si evocano il mondo e la vita bolognese. E’ scomparso nel 2012, e “rivive” nella sua casa-museo, in Via D’Azeglio, a Bologna naturalmente. Mentre le arti figurative trovano la loro massima celebrazione con Giorgio Morandi (1890-1964), un grande maestro del Novecento italiano, pittore e incisore di paesaggi e nature morte nato a Bologna. Morandi con le sue nature morte grigie e piatte, spesso raffiguranti bottiglie e vasi, è a suo modo ‘il cantore’ di quella cultura materiale, raffinata e indecifrabile, che sembra l’emblema della città. Alla sua opera Bologna ha dedicato un ampio e rigoroso Museo, a partire dalla sala Farnese, all’interno del municipio, il centralissimo e famoso palazzo d’Accursio.

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