Aria di privamera, dolce e struggente

Aria di privamera, dolce e struggente

La luce nitida del tramonto sulle saline, sulle valli, sull’antica macchia mediterranea, rappresenta l’altra faccia della costa romagnola.

Ci fu un tempo, lunghissimo, plurisecolare, in cui si puntava tutto sull’agricoltura. Ovunque si vedeva e si individuava terra da coltivare. Anche gli acquitrini e le paludi dovevano essere bonificate per offrire il proprio contributo di frumento o di ortaggi.

In pieno Rinascimento si è proceduto a grandi operazioni ‘idrauliche’ per riempire di terra le sacche naturali, createsi nel Delta del Po, o per spostare il corso del grande fiume. Operazione, quest’ultima, che interessava soprattutto la potente Venezia, la quale non voleva veder ridotta la propria navigabilità dai continui sedimenti scaricati dal Po. L’Emilia Romagna, quindi, presenta sul lato Adriatico una “geografia variabile”: terre ed acque mescolate assieme in un paesaggio plasmato continuamente dalla Natura e dalla Storia, dallo scorrere del tempo e dei fiumi, ma anche dalle decisioni dei Duchi, dei Papi o dei Dogi… Ma le novità riguardano anche l’ultimo secolo, addirittura gli ultimi cinquant’anni: sulla costa, recentemente (si fa per dire) si è affacciato un altro ‘protagonista’, che ha rubato la scena all’agricoltura di sempre; anche la giovane industria è stata surclassata da quel fenomeno dei nostri tempi che va sotto il nome di Turismo. Sono sorte, a sud del Delta, tante nuove località, tutte dedicate all’ospitalità, il cui epicentro è Rimini. Risalendo la costa da Cattolica (ultima cittadina prima delle Marche), e procedendo verso nord, si accentua progressivamente il paesaggio determinato dal Delta del Po: dai canali attorno a Cesenatico alle saline che lambiscono Cervia e Milano Marittima, dalle valli che sembrano isolare e proteggere Ravenna alle grandi distese d’acqua che vanno da Comacchio ai primi rami del Po. Da Cervia al Po di Goro si estende il Parco del Delta, composto da tre grandi blocchi territoriali: a sud, quello che va dalle saline a Sant’Apollinare in Classe; al centro, il territorio che parte dalla periferia settentrionale di Ravenna e comprende le Valli di Comacchio; e a nord, il Bosco della Mesola e le sacche a ridosso del Po di Goro. Ed è questa la costa emiliano–romagnola, formidabile nella sua versione primaverile. E se è vero che ogni stagione ha un’anima, da noi la Primavera accentua quella che esprime un’aspettativa struggente. Basta pensare alla luce nitida del tramonto sulle saline, sulle valli, sull’antica macchia mediterranea…

Prende il nome di Pasqua Slow la serie di appuntamenti che il Parco del Delta del Po propone in occasione delle festività pasquali, per le giornate dedicate alla scoperta delle riserve naturali. Il programma prevede escursioni nel Parco, percorsi in bici, a piedi ed anche in barca.

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