Anche il Turismo ha una sua storia importante. E lui ne è stato un protagonista. Parliamo di Primo Grassi.

Anche il Turismo ha una sua storia importante. E lui ne è stato un protagonista. Parliamo di Primo Grassi.

Chi si avvicina per la prima volta a questa storia sappia che nel Turismo (come in altri settori della nostra economia) c’è la componente privata, da una parte, e quella pubblica dall’altra. Nella prima si fatica e si rischia (mettere in piedi un’impresa, e farla sopravvivere, in Italia è sempre una bella scommessa); nella seconda componente, quella pubblica, molte volte prevale la burocrazia, con tutto quello che ne consegue, e – riconosciamolo – in quell’ambito sono meno i personaggi e le personalità emergenti. Primo Grassi, scomparso recentemente, rappresentava una bella eccezione, nel panorama degli enti locali e degli enti turistici della Romagna. Cesenatico, soprattutto Cesenatico, e la Riviera devono molto a Primo Grassi. Per capirlo è sufficiente leggere il libro “Primo Grassi, l’uomo che inventò il futuro” (Minerva Edizioni, agosto 2015), curato dal figlio Fabio e presentato pochi giorni fa a Cesenatico, in un sala – affollatissima – di quel Palazzo del Turismo, che proprio in quell’occasione è stato dedicato a Primo Grassi, con tanto di intitolazione ufficiale. La sua vita, spesa nel Turismo, rappresenta una traccia formidabile per ricostruire l’epopea della nostra industria dell’ospitalità, dal dopoguerra ad oggi: prima, alla fine degli anni ’50, come Sindaco di Cesenatico poi alla guida della locale Azienda di Soggiorno, successivamente responsabile della promozione dell’intera Riviera Romagnola ed infine alla guida dell’Agenzia regionale del turismo. Ma le cariche ricoperte in fondo contano poco. Quello che conta è che Primo era figlio di un muratore, che alla morte del padre dovette lasciare la Facoltà di Ingegneria per laurearsi in Legge. Non c’era tempo da perdere. Infatti a 27 anni diventa Sindaco di Cesenatico, come giovane e brillante repubblicano. E dopo qualche anno direttore dell’Azienda di Soggiorno e Turismo. Sono gli anni Cinquanta e Sessanta, in cui lui si “inventa” tutto: dal grattacielo, emblema della cittadina, al “cenacolo” di artisti, pittori e intellettuali, con Dario Fo, Gianni Brera, Lina Volonghi, Caldari, Sughi e Sassu… dalla creazione della prima Sala Stampa del Turismo al matrimonio tra Lalla, femmina di delfino locale, e Palooza, che gli fu spedito dall’Acquario di Miami (dando vita al primo delfinario italiano, lungo i canali del paese), alle gare motociclistiche sul lungomare, senza dimenticare il celebre “Processo al Calcio”…
 Una girandola di pubbliche relazioni, di creatività quotidiana, di novità che lasciavano i giornalisti a bocca aperta… giornalisti che parlavano continuamente di Cesenatico sui quotidiani, sulle riviste e alla televisione. Il miracolo era fatto. Un uomo, sostanzialmente un funzionario pubblico, era riuscito a trascinare in avanti un’intera collettività di imprenditori turistici (e non l’inverso come accade di solito). Poi arrivarono gli anni Settanta. Sulla scena entrò pesantemente la Regione. E iniziò un’altra storia. Più problematica. Che se siete interessati vi racconteremo nella prossima puntata.

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