Amicizia, la forza di un sentimento senza età

Amicizia, la forza di un sentimento senza età

Nonostante la forte spinta all’individualismo, soprattutto in questi tempi di impoverimento culturale e di incertezze sociali ed economiche, coltivare il sentimento dell’amicizia aiuta a vivere meglio. Eppure fare amicizia è difficile, soprattutto per gli anziani. Lo confermano le ricerche Istat degli ultimi anni che hanno visto ridurre significativamente il numero delle persone soddisfatte delle proprie relazioni e dei rapporti d’amicizia.

La parola amicizia, nella sua radice latina di amicitia, amicus, è affine alla parola amare. Un rapporto di affetto reciproco che lega due o più persone tra loro. Diverso dall’innamoramento, che procura incertezza, batticuore e senso d’esclusività, l’amicizia è certezza, fiducia e multirelazionalità. Possiamo avere più amici, che a loro volta ne hanno altri. La modernità e le sue tecnologie, inoltre, ci permettono a differenza di un tempo una maggior facilità di mantenere amicizie distanti, con lunghe telefonate, email e per i più digitalizzati anche le video-chiamate gratuite offerte da internet.

Ma su un fatto sono tutti d’accordo, che l’amicizia resta sempre uguale, dai cinque ai novant’anni e, contrariamente a quanto molti pensano, è distribuita in modo uniforme tra maschi e femmine, negli adulti e nei bambini, senza mai cambiare sostanzialmente la propria struttura emotiva e sociale.

Cominciando, come si è visto, fin da piccoli, in una vita intera ci si possono fare molti amici, anche se col tempo si finisce col perdersi di vista. Una ricerca inglese di qualche anno fa ha voluto contarli, partendo da un campione di 10.000 interviste. C’è sempre l’ombra della riduzione lenta e costante degli amici che si perdono per strada. E la perdita di un amico è uno di quei lutti che rendono la solitudine ancora più pesante.

In Italia si è spesso molto soli. Basta pensare che sul totale della popolazione una persona su cinque ha uno stato di famiglia in cui c’è solo lui, o lei, dal momento che sul fronte femminile le percentuali si alzano. Tra gli over 65 poi, vive in solitudine una persona su tre.

Anche per questo l’amicizia è una delle risorse più preziose per gli anziani. Un baluardo contro la solitudine, la medicina non convenzionale per difendersi dalle tante fragilità fisiche e mentali che spesso sono l’anticamera della non autosufficienza. Avere sul territorio punti di riferimento e luoghi di aggregazione dove sentirsi in relazione con gli altri dev’essere il primo incoraggiamento, oltre che una forma di prevenzione i cui benefici in termini di salute, risparmi sanitari e sociali si ripagano nel tempo.

Ma si può anche scegliere in maniera progettuale e con un pizzico di sano egoismo di volersi bene: i rapporti amicali ci preservano da quella “disidratazione” del dialogo e dell’essere con l’altro e per l’altro.

Ancora una volta, come professionista impegnato nel sociale invito i lettori a programmare, ma soprattutto a desiderare di pensare a spazi dello stare insieme. Le diverse e innumerevoli proposte di soggiorni marini sono quello spazio privilegiato perché nella linea del tempo che scorre, possa realizzarsi con lo stupore e la meraviglia sempre nuovi, l’incontro con l’amico, con colui che ascolta ed accoglie noi, la nostra storia, la nostra unicità di piccoli grandi uomini in viaggio nel mistero delle reciproche esistenze. Non abbiate paura di scegliere per voi un momento di relax e di vacanza, perché scegliendo per voi, scegliete anche per la vostra felicità e per quella di un amico che con voi condividerà spazi e tempi propri dell’essere amici.

Danilo Verdicchia

Dottore in Scienza dell’Educazione e della Formazione

daniloverdicchia@paideiasrl.com

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