All’inizio di questo 2015 diciamo “No alla cultura dello scarto!”

All’inizio di questo 2015 diciamo “No alla cultura dello scarto!”

In piazza San Pietro c’è una signora in carrozzina che mostra orgogliosa un cartello, “Santità, ho 106 anni”; Guido che ha 92 anni, è sposato da 60 con Ernesta e sorride a Francesco, “anche stamattina ci siamo svegliati assieme”; ci sono Mubarak e Aneesa, sposati da 51 anni, che sono fuggiti da Mosul e dalle persecuzioni dell’lsis… alcune testimonianze del Tempo che segna, del Tempo che dà valore!

li tempo dell’anziano è intessuto di storie, traguardi, e sfide coraggiosamente vinte, e “non c’è futuro per il popolo senza incontro tra le generazioni” (Papa Francesco, Udienza generale con gli anziani del 29.09.2014).

il rischio e l’insidia più grave sarebbe quella di una società nella quale predomina una libertà falsa, che quasi sempre si trasforma in autoritarismo.

Esiste anche una subdola realtà dell’abbandono: quante volte si scartano gli anziani con atteggiamenti di abbandono, una vera e propria eutanasia nascosta! È l’effetto di quella cultura dello scarto che rende sterili e consumistici anche i rapporti umani. Si scartano i bambini, si scartano i giovani, perché non hanno lavoro, e si scartano gli anziani con la pretesa di mantenere “un sistema efficiente” al centro del quale non vi è la persona umana, ma l’utile. Siamo tutti chiamati, all’inizio di un anno civile, quello del 2015, che scandisce il trascorrere dei giorni e dei mesi, a contrastare questa velenosa cultura dello scarto.

L’appello è rivolto a rutti e a ciascuno, ma soprattutto agli anziani, perché il loro Tempo, il Tempo dei “Divenire Anziani” sia un progetto per la propria Felicità: pensare, costruire, desiderare spazi ed esperienze nelle quali poter scambiare con altri, quell’eredità preziosa costruita nei giorni, nei mesi, negli anni passati, per restituire significato ai giorni futuri.

Dopo le mattine gelide, e i cupi e ventosi pomeriggi invernali, lo scorrere incessante delle stagioni, lascerà spazio al tempo della brezza marina, dei prati in fiore, dei nuovi profumi, per un giusto investimento : stare insieme ed essere felici.

Dunque, l’anziano non è merce da scarto, ma preziosità rara, di valore inestimabile che preserva e tutela valori capaci di guidare le scelte, le incertezze, i progetti di coloro che ancora hanno lunghi sentieri da percorrere.

Questi sentieri non cessano di esistere neppure per gli amici anziani, che possono e debbono riprendere il nuovo cammino insieme a nuovi compagni, animati dallo stesso desiderio di pensare allo stare insieme come antidoto contro la cultura dello scarto.

Il turismo sociale e le diverse forme di aggregazione della Terza età sono l’esempio più autentico di questa urgenza e progettualità per una Felicità che possa trasformarsi in un autentico “Volersi Bene”:

Danilo Verdicchia (Dottore in Scienze dell’Educazione e della Formazione e Analista del comportamento)

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