A Longiano, soprattutto per Mino Maccari

A Longiano, soprattutto per Mino Maccari

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Per i suoi ritratti impietosi e fulminanti della borghesia romana

degli anni Cinquanta, in centinaia di capolavori

 

E ricordatevi, dopo Santarcangelo c’è Longiano, sulla collina, risalendo la Via Emilia verso Cesena. Il paese è lindo e curato, ricco di cose da vedere; una per tutte: all’interno della Rocca Malatestiana, la collezione Balestra, con centinaia e centinaia di disegni di Mino Maccari (chi meglio di lui ha rappresentato l’Italietta degli anni cinquanta?).  Attraversando la via Emilia, oltrepassato il centro abitato di Savignano, si raggiunge il paese di Longiano, sulle prime alture, uno dei borghi più belli e panoramici del territorio. Il miglior punto di osservazione è il Castello malatestiano, sulla cima del colle. L’interno è sede della Fondazione Tito Balestra, collezione di arte moderna e contemporanea del poeta e scrittore longianese: oltre duemila opere del Novecento, la più consistente della regione. Mafai, De Pisis, Guttuso, Morandi, Chagall, Goya, Kokoschka e Matisse, solo alcuni degli artisti presenti, ma soprattutto l’opera di Mino Maccari, di cui la Fondazione detiene uno dei fondi più rilevanti tuttora esistenti, sotto forma di olii, carboncini, pastelli e acquerelli.

Passeggiando per le vie del paese s’incontrano chiese e musei. Interessante il Museo della Ghisa, con duecento manufatti prodotti tra Ottocento e Novecento: lampioni, fontane, panchine o balaustre decorate esposti in diversi e suggestivi spazi. Da non perdere il Teatro Petrella, piccola sala ottocentesca che offre anche un ricco cartellone di musica e spettacoli.

Alexia Vanni 

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