Vogliamo fare gli originali anche in vacanza?

Vogliamo fare gli originali anche in vacanza?

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Ecco dieci consigli eccentrici per una giornata,

un pomeriggio o una serata in Romagna.

1. Se siete a Rimini, o dintorni, concedetevi una impensabile cena all’aperto al cospetto del più fascinoso ponte romano esistente: il Ponte di Tiberio. Iniziarono a costruirlo nel 14 d.C. sotto il governo di Augusto  e lo terminarono nel 21 d.C. all’epoca di Tiberio, tutto in bianca pietra d’Istria; oggi attorno allo specchio d’acqua sottostante, e immediatamente  a monte, è stato realizzato una sorta di “anfiteatro” in terra battuta e prato: lì potete cenare sull’erba, o fare un picnic, con tutto l’occorrente (compresa una copertina) che vi verrà fornito da un ristorante adiacente e specializzato per l’occorrenza; c’è da gustare il Ponte illuminato sapientemente, nonché il Borgo San Giuliano e il Parco del Marecchia confinanti.

2. Fate una pausa di riflessione, anzi due… e nelle “arene sotto le stelle” presenti in riviera cercate i due film dell’anno (con tanto di relativi premi): “Come un gatto in tangenziale” di Riccardo Milani, con Albanese e la Cortellesi e “Dogman” di Matteo Garrone, con Marcello Fonte e Edoardo Pesce. Il primo una commedia, il secondo un film drammatico, ambedue capolavori e, guarda caso, con lo stesso tema di fondo, attualissimo: le periferie italiane, oggi come oggi.

3. E qui vi serve una giornata intera, per arrivare in cima alla Valle del Savio, dopo Bagno di Romagna. L’obiettivo è il cuore del Casentino, al centro della sua foresta.   Si tratta del “parco della Lama”, raggiungibile solo a piedi o in bicicletta attraverso una strada forestale di 20 chilometri che parte tra il P.so dei Mandrioli e Badia Prataglia, e che scende e scende… Il bel pianoro della Lama, vi aspetta laggiù in fondo… un piccolo paradiso naturalistico. Poesia allo stato puro.

4. Lido di Dante, distante circa 8 km da Ravenna (venendo da Milano Marittima), si tratta più che di un “lido” di un’area naturalistica collocata tra le foci dei Fiumi Uniti e del Bevano. La sua spiaggia, ricca di dune, protetta e isolata da una folta pineta, conserva un aspetto unico; un panorama selvaggio, con alle spalle l’antica macchia mediterranea, un luogo apprezzato dai nudisti e dai bagnanti avventurosi.

5. Qui basta un pomeriggio o una mattinata: parliamo di Ribano, il convento che si fece castello e poi enoteca. Con l’arrivo di Napoleone i frati furono cacciati e così divenne un castello. Il castello di Ribano, a Savignano sul Rubicone, dopo Santarcangelo, in provincia di Forlì-Cesena, oggi è sede della cantina Spalletti Colonna di Paliano: in origine il vino era prodotto fra le sue antiche mura, poi il proprietario ha deciso di costruire uno stabilimento moderno a poche decine di metri. Così il castello è diventato anche ristorante, ed è tutto da visitare, in particolare, la sua vecchia cantina. E’ facile poi scambiare due chiacchiere con l’ultimo proprietario, il Conte Colonna di Palliano, spesso presente. 

6. Ed ora tre case, tre case di scrittori sparse per la Romagna. Tre grandi scrittori. Iniziamo da quella di Alfredo Panzini, a Bellaria. Panzini, una delle figure più significative della letteratura del ’900, particolarmente legato alla Romagna e a Canonica dove nel 1930 comprò un podere provvedendo alla bonifica dei terreni, alla piantumazione di alberi da frutto, viti e ulivi e alla ristrutturazione della casa. D’inverno Panzini viveva a Roma, ma in primavera ritornava a Bellaria da dove, quasi giornalmente, raggiungeva Canonica per seguire tutto quanto accadeva nella sua proprietà. Panzini morì a Roma nel 1939 e volle essere sepolto a Canonica (vicino a Santarcangelo) dove riposa assieme alla moglie Clelia Gabrielli.  La Casa Rossa, che vi consigliamo di visitare, si innalza su una duna di sabbia, e dalle sue finestre un tempo si vedevano il mare e le colline di Romagna.  E’ la villa – acquistata nel 1909 – dove lo scrittore Alfredo Panzini (Senigallia 1863 – Roma 1939) trascorse con la famiglia molta parte dei suoi anni soprattutto in estate, divenendo luogo di incontro per gli amici e i letterati e per lui anche punto di osservazione privilegiato di quel mondo rurale che confluì nella sua narrativa.

7. Casa Moretti a Cesenatico, lungo il porto canale.  Con il suo testamento, Marino Moretti aveva già posto le basi di un luogo nel quale mantenere viva la letteratura, la cultura e gli incontri fra le persone. Una casa, dove sono conservati tutti i suoi libri e le sue carte, i suoi quadri, i suoi mobili… manca solo lui. Ma è come se ci fosse.

8. Il Museo Casa Pascoli, a San Mauro Pascoli, rappresenta, insieme alla Torre (Villa Torlonia), il centro della memoria pascoliana: il ricordo dei momenti trascorsi a San Mauro durante l’infanzia e la giovinezza rendono questo luogo carico di suggestioni. La poesia di Giovanni Pascoli nasce proprio qui, nel ricordo di un periodo felice che ritorna continuamente nella sua opera, di quell’infanzia spensierata e improvvisamente infranta da una fucilata che colpì  il padre Ruggero il 10 agosto 1867.

Pascoli visse in questa casa stabilmente fino a sette anni di età, per poi trasferirsi coi fratelli maggiori al collegio di Urbino, trascorrendo a San Mauro l’estate. Prima di essere venduta a privati, nel 1880, essa apparteneva ai fratelli Pascoli e il poeta, durante gli anni universitari di Bologna, vi fece spesso ritorno. 

9. Ed ora un consiglio che nella “Romagna rossa” viene offerto sempre a bassa voce: la visita alla Forlì del Ventennio, cioè all’architettura e all’urbanistica di regime, lì ai massimi livelli, in un’antologia… tutta di marmo. Ecco le ‘pagine’ da non perdere, tutte racchiuse in uno spazio ben circoscritto: partendo dalla Stazione FS, la scuola elementare (già “Rosa Maltoni”), l’Istituto Tecnico Industriale (già “Alessandro Mussolini”), la Casa del Balilla (poi della G.I.L., nel viale della Libertà), il Piazzale della Vittoria (con il monumento ai Caduti, il Collegio Aeronautico) e i due edifici, imponenti, che aprono la strada verso il centro città, come una nuova porta. Ma l’architettura fra le due guerre riserva tante altre sorprese.

10. E per concludere qualcosa che i riminesi solo se messi alle strette finiscono per confessare… ovvero quel sentimento di invidia per la vicina Riccione, glamour e shopping ad ogni ora, a partire da Viale Ceccarini, per finire in Viale Dante o sul Lungomare.

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