Siamo un po’ imbranati, ma non ci faremo travolgere dai complessi di inferiorità!

Siamo un po’ imbranati, ma non ci faremo travolgere dai complessi di inferiorità!

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Ovvero la terza età a confronto con quella rivoluzione digitale che ci regalerà un futuro imperscrutabile e fantasmagorico. Oltre la più ardita fantascienza!

L’immagine che abbiamo presente è quella del nipotino che sorride ironicamente e affettuosamente al nonno che sembra (ma lo è veramente) un po’ impacciato e maldestro nell’uso della tecnologia digitale: dallo smartphone a internet, per non parlare, più specificatamente, delle conversazioni via social, dalle video-chiamate all’uso dei motori di ricerca per effettuare bonifici o fare acquisti o prenotare viaggi e alberghi… E siamo solo agli inizi di quella che viene definita come la rivoluzione digitale, che nella sua prima fase – ricordate gli anni ’70? – veniva chiamata rivoluzione informatica. Ma si tratta realmente di una grande rivoluzione?

Le rivoluzioni vere sono quelle che cambiano radicalmente la Storia e la vita degli uomini, soprattutto nella loro pratica quotidiana. Magari ci sei dentro in pieno e non ti accorgi della loro enorme portata. Ci sono state le rivoluzioni politiche (come quella “francese” che mise in discussione, per sempre, la natura divina dei sovrani, diffondendo nel mondo i principi di libertà, uguaglianza e fratellanza) e quelle economiche, nell’ultima delle quali ci siamo dentro da un tempo immemorabile: l’infinita e perdurante rivoluzione industriale, che a partire dal ’700, con l’uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica e con nuove fonti energetiche, come ad esempio i combustibili fossili (vedi l’introduzione della macchina a vapore) è passata, successivamente, all’invenzione e all’uso dell’elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio, per arrivare all’elettronica e all’informatica, alla base della terza rivoluzione industriale, che viene fatta partire dal 1970…

Quindi, analogamente alla rivoluzione agricola e a quella industriale, la rivoluzione digitale segna l’inizio di una nuova era, l’Era dell’Informazione. E per capire meglio quest’ultima definizione basta pensare ad Internet e al suo motore di ricerca principale – Google – con il quale puoi accedere, attraverso la tua tastiera e il tuo schermo, ad una immensità di informazioni… tu sei solo nella tua stanzetta ma, grazie ad internet, è come se tu avessi attorno, disponibili, a portata di mano, milioni e milioni di libri (ma è già ora di parlare di miliardi!). Una biblioteca immensa, senza confini di lingua o di alfabeto, con testi che vengono accumulati in continuazione, stipati, senza un ordine apparente in computer collocati chissà dove nei cinque continenti. Testi che tu puoi consultare all’istante (nonché incrementare).

Come vedi, caro nipotino, possiamo stare sicuri, si tratta (per rispondere alla prima domanda) di una grande rivoluzione! Più grande delle precedenti? E dove ci porterà?

Sicuramente ad ogni tipo di robot e, sicuramente, a qualcosa che potremmo definire come intelligenza artificiale; con le macchine che sostituiranno – sempre di più – gli uomini… al punto tale che c’è chi teme che potremmo perderne il controllo…

Ma gli ottimisti non hanno dubbi: se le macchine dovessero fare il lavoro che oggi fa l’uomo, le persone potrebbero usare molto meglio il loro tempo!

Conclusione: nella rivoluzione digitale dobbiamo starci dentro (anche a costo di andare a scuola a 70/80 anni suonati!). E, allo stesso tempo, rimanerne fuori per continuare a coltivare i valori umani, umanistici, umanitari in parallelo, appunto, alla digitalizzazione della società. 

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