1. Nel nostro piccolo noi l’avevamo già intuito, da un pezzo.

1. Nel nostro piccolo noi l’avevamo già intuito, da un pezzo.

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Quelle buone notizie, per l’anno nuovo, ancora tutte da interpretare…

Chi come noi ha iniziato a frequentare la “terza età” fin dagli anni ’70 dello scorso secolo – nel nostro caso per organizzare e gestire le vacanze dei pensionati – non solo ha fatto in tempo ad entrare anagraficamente in questa sfuggente e imprecisabile categoria, ma è riuscito anche a capire ben presto che le cose stavano cambiando alla grande. 

Ascoltate, a proposito dei cambiamenti, cos’ha scritto proprio l’altro ieri lo scienziato e ottimo divulgatore Edoardo Boncinelli: “… in un mondo in cui tutti si lamentano, io vado proclamando che ho avuto una fortuna sfacciata a vivere in questa epoca. Per tanti motivi ma anche per aver testimoniato di persona l’incredibile allungamento della nostra vita e, spesso, della nostra attività. Com’è stato certificato in questi giorni dalla Società di gerontologia e geriatria, oggi si è ufficialmente ‘anziani’ dai 75 anni in su, non prima…”

In poche righe Boncinelli ha fissato tre grandi temi.

Primo: se oggi un sessantenne è attivo come un quarantenne di trent’anni fa, ora solo chi ha compiuto 75 anni si può definire “anziano”.

Noi, però, ci permettiamo di aggiungere: questo “certificato” vale sicuramente oro ma, diciamolo, ci va già un po’ stretto… anziano a chi? Ne riparliamo dopo gli ottanta!

Secondo: l’idea del pensionato ai giardinetti è un’immagine del passato, nel terzo millennio siamo tutti attivi, ad oltranza, socialmente e/o professionalmente.

Tutto giusto, ma ancora non è chiaro quale sia il ruolo, all’interno della nostra società, della saggezza che scaturisce dall’età matura; nell’antica verde rigogliosa Africa avevano le idee più chiare quando sostenevano che il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada…

Terzo: a proposito della fortuna di vivere in quest’epoca, come scrive Boncinelli, noi vorremmo precisare meglio che di buona sorte si può parlare se – vivendo in quest’epoca – il destino ci ha procurato anche l’occasione di abitare in un paese libero, democratico, con relativo benessere e al riparo da ogni teatro di guerra…  Una fortuna che non merita l’ingratitudine di quelli che volendo cambiare qualcosa scendono in piazza per sfasciare tutto o per fare anche di peggio.

Buon Natale e Buon Anno, amici.

 

Giovannino Montanari

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